La raggiunta maggiore età del Concorso oleario internazionale Aipo d’Argento, 18 anni compiuti con l’edizione 2021, ha coinciso con un record: sono stati ben 612 i campioni di olio extravergine d’oliva che hanno partecipato all’evento organizzato dall’Associazione interregionale produttori olivicoli che ha sede a Verona.
Un record che è anche un segnale del prestigio che questo concorso ha assunto negli anni, dando spazio a oli provenienti, oltre che dalle regioni italiane, anche da altri Paesi mediterranei: Turchia, Grecia, Spagna, Portogallo, Croazia e Slovenia.
Da cinque anni Edizioni L’Informatore Agrario ha «sposato» la causa di Aipo d’Argento, ospitando l’atto finale, la premiazione dei vincitori, nell’ambito della Fiera di Vita in Campagna a Montichiari (Brescia), prima che la pandemia stoppasse tutte queste manifestazioni.
Un sostegno che nasce non solo dalla riconosciuta serietà e professionalità degli organizzatori, ma anche dalla filosofia di base del concorso, che punta non solo a premiare la qualità degli oli, ma anche ad aiutare i produttori nella crescita. Gli esperti dell’Aipo, infatti, sono disponibili al confronto per individuare insieme ai produttori come colmare eventuali lacune e dove è possibile migliorare.
Cresce la qualità media
Il «boom» della partecipazione al concorso rappresenta ovviamente una grande soddisfazione per Aipo ma, d’altra parte, ha richiesto un impegno organizzativo non indifferente. Come hanno rilevato il presidente Albino Pezzini e il direttore Enzo Gambin durante la cerimonia di premiazione svoltasi a Verona a metà giugno, la «squadra» dell’Aipo ha affrontato la sfida con grande professionalità, garantendo un esame tecnico imparziale da parte di tutte le commissioni di assaggio.
Si è trattato di un percorso di tre mesi con circa 1.000 ore di degustazione, ha spiegato il responsabile tecnico del concorso Antonio Volani. Uno staff di persone tutte «targate» Aipo che ha assicurato uniformità di giudizio e quindi una classifica assolutamente attendibile.
A colpire è stata soprattutto l’alta qualità degli oli presentati: come ha sottolineato la capo panel Orietta Pavan, solo pochissimi sono stati scartati in quanto evidenziavano difetti e ben 98 sono stati ammessi alla fase finale.
Si tratta di oli non omogenei, ciascuno con una originalità derivante dalle diverse varietà utilizzate e dal legame con il territorio. Una qualità non astratta, ma concreta e legata al lavoro degli olivicoltori e dei frantoiani.
I protagonisti
Sono proprio loro, i produttori, i protagonisti di un evento come l’Aipo d’Argento: piccole aziende e realtà più strutturate, ma tutti accomunati dalla passione per l’olio e il suo mondo.
Storie diverse raccontate in poche parole durante la consegna dei premi, ma sempre tanta soddisfazione per i risultati raggiunti grazie all’impegno dall’oliveto al frantoio.
Sei le categorie in cui sono stati suddivisi gli oli: dop/igp, biologico, monovarietale, internazionale, italiano (ciascuna comprendente le tre sottocategorie fruttato leggero, medio e intenso) e gli aromatizzati.
Tutti i vincitori più gli altri menzionati si possono scoprire sul sito di Aipo (www.aipoverona.it).



